Alberto Stenico

Dal possesso, all’utilizzo

Tuesday , 29, December 2020 Lascia un commento

Tempi duri per il commercio e non solo. E ancor peggior futuro, se non si sviluppano rapidamente idee nuove. C’è un modo di fare economia che si riduce ed un po’ alla volta scompare. La realtà intorno a noi è dura da vedere, con tanti negozi che chiudono, alberghi dismessi, attività una volta fiorenti in abbandono, alloggi chiusi da anni, impianti sportivi per sport che nessuno più pratica, chiese che nessuno più frequenta. E’la fine di un mondo che non tornerà; una fine dolorosa per tanti singoli e per la comunità, alla quale peraltro non segue un chiaro segnale di nuovo inizio di qualcos’altro. Cosa ci andrà in quei negozi chiusi che intristiscono i nostri centri abitati? Quale riuso potranno avere le infrastrutture costruite per attività ormai definitivamente tramontate? Quali figli, nipoti, pronipoti abiteranno le case (tante!) costruite dalle vecchie generazioni pensando ai propri eredi?

Per fortuna, ad un nuovo inizio ci stanno pensando in tanti e cominciano già a sperimentare concretamente il nuovo. La vita continua.
Si sta consolidando la convinzione che il futuro sarà nella maggiore flessibilità, nello svolgimento di molte funzioni in modo meno materiale che nel passato, nel passaggio dal possesso dei beni, al loro utilizzo, anche in forma comune.
Sembrano teorie utopistiche, ma le persone e anche la “mano invisibile del mercato” stanno riempiendo i vuoti lasciati dalla fine dell’economia alla quale eravamo abituati.
Gli esempi in atto sono incoraggianti anche se devono combattere con i pregiudizi radicati da sempre nella nostra società.
L’automobile? E’ mia e “non la presto a nessuno” anche se sta ferma parcheggiata per il 95% della sua vita. Poi si scopre che in molti casi il Car Sharing può coprire certe particolari esigenze, evitando l’acquisto una seconda macchina.
La casa è mia e “non l’affitto”, ma non si considerano nuove forme di uso temporaneo e garantito tramite qualificati soggetti intermediari, come ad esempio Temporary Home o Fairbnb.
Ogni contadino deve possedere tutte le macchine agricole necessarie? NO e ci ha pensato il Maschinenring. Ogni impresa di costruzioni deve possedere tutte le macchine edili? NO, ora c’è il noleggio organizzato, il Rentmas. Il compianto Erwin Stricker aveva innovato anche il settore delle attrezzature da sci col suo sistema di noleggio a piè di pista.
Ci sono sempre più Temporary Shop, oppure convivenze ben riuscite tra diverse funzioni (negozi, bar con angolo lettura o lavoro al computer), commercio e cultura. Qualche albergo vuoto viene finalmente riorganizzato per scopi sociali e culturali.
Nel mio quartiere il bravo architetto che ha progettato una nuova chiesa ha insistito per realizzare una tramezza mobile, destinando quindi lo stesso locale sia alle funzioni religiose che come punto di ritrovo per la comunità parrocchiale.
C’è un tempo ed un futuro anche dopo il Covid!

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