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La grande maggioranza dell’umanità é plurilingue. In particolare la parte piú povera. Ma c’é ancora una vasta condizione di monolinguismo e questo é un male perché priva molte persone della possibilità di comunicare e di sviluppare la propria posizione economica e sociale. Per fortuna é un male curabile perché, come si sa , bilingui si diventa, non si nasce. La società della comunicazione e la globalizzazione mettono ancor piú in evidenza gli svantaggi del monolinguismo ed i pericoli di marginalizzazione di molte persone rispetto a occasioni di lavoro e di scambi culturali.
Tanto piú in provincia di Bolzano, il bilinguismo dovrebbe essere considerato un diritto per tutti, prima ancora che un dovere. Solo un bilinguismo reale di tutte le persone viventi in provincia di Bolzano, garantirebbe la pari dignità e le pari opportunità economiche.
Le agenzia di collocamento locali dichiarano che le possibiltà di occupazione di una persona bilingue sono cinque volte superiori a quelle di una persona monolingue , a parità di competenze professionali!
Quindi, la sfida della nostra comunità é quella di diventare completamente bilingue, giovani ed adulti, e di dare a tutti finalmente le stesse opportunità di promozione sociale.
Superando i pregiudizi e cambiando mentalità, l’obiettivo é raggiungibile. Ce la possiamo fare!
Il successo di Angela Merkel divide il Sudtirolo. lo divide nella percezione prevalente che ne hanno i sudtirolesi e gli altoatesini.
Per i sudtirolesi, che si sentono culturalmente parte del mondo tedesco, Angela Merkel simboleggia l’ affermazione di un modello vincente, ordinato, pragmatico, partecipativo e capace di affrontare positivamente la crisi. Aumenta cosí il già presente senso di estraneità dei sudtirolesi dal modello italiano. Gli altoatesini di lingua italiana sono piú legati alla prevalenza dell’opinione pubblica nazionale che vede in Angela Merkel il simbolo di un eccessivo rigore economico, causa asserita della recessione italiana.
Inoltre alla estrema fragilità del Governo italiano, si giustappone la forza crescente del Governo tedesco.
Tutti cittadini della stessa provincia, ma con una percezione geopolitica estremamente diversa.
Anche per questo motivo deve crescere in provincia di Bolzano una politica nuova di sintesi “alta” tra persone e gruppi di lingua e cultura diversa, convinti peró che l’Autonomia é una e, pur guardando rispettivamente a nord ed a sud, segue la bussola di un suo futuro comune e indivisibile.
Con la proposta della pensione sociale minima a 700 euro al mese, la SVP ha aggiunto un’altra promessa elettorale in vista del prossimo 27 ottobre. Aveva cominciato con l’aumento degl assegni familiari – piú 100 euro al mese – e chissà cosa ci sentiremo dire ancora nelle prossime settimane. Alla domanda: “Chi finanzia queste nuove prestazioni?”, la SVP risponde: “I soldi non sono il problema. Si trovano!”.
Trattandosi di diverse decine di milioni di euro, chi fa proposta del genere, deve anche dire con precisione dove intende tagliare spese si equivalente valore economico. Per rivolgersi con responsabilità e rispetto verso gli elettori, si deve dire loro quanto costano le promesse elettorali e chi pagherà il conto. A meno che non si voglia rinviare il conto alle prossime generazioni (come si è fatto negli ultimi decenni in Italia), o introdurre nuove tasse, bisogna dire agli elettori quali spese saranno tagliate!
Nulla di tutto ció: promesse prima delle elezioni, i conti dopo le elezioni!
La sicurezza sociale in Alto Adige va garantita, ma anche riformata. C’è bisogno di una visione d’insieme a favore di tutta la comunità, c’è bisogno di piú efficienza e trasparenza nella spesa sociale. Esattamente il contrario di quello che sta facendo il maggior partito al governo della Provincia.
Noi altoatesini e sudtirolesi abbiamo il privilegio di vivere in un ambiente straordinario. Ce lo meritiamo? O forse stiamo accumulando debiti verso una madre natura cosí generosa con noi?
Le Dolomiti sono state dichiarate patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, ma noi litighiamo sui nomi dei rifui e delle montagne. L’acqua scorre abbondante nei nostri torrenti, produce energia rinnovabile, ma noi litighiamo sulle centrali idroelettriche. Sul nostro territorio convivono almeno tre diverse lingue e culture, ma noi non ci impegnamo quanto dovremmo per raggiungere e valorizzare il plurilinguismo.
Insomma, viviamo in un posto baciato da madre natura, ma sprechiamo ottime occasioni non trovando un accordo tra di noi.
Siamo in debito verso madre natura, facciamo il nostro dovere come cittadini per riequilibrare i conti.
L’Alto Adige/Südtirol merita una società civile e politica cosí straordinaria come il suo territorio!
Con la crisi economica si riscopre una vecchia ricetta: quella del protezionismo. Si sentono ripetere richieste di “tenere fuori” i concorrenti delle altre provincie, si alza la diffidenza per “investitori stranieri”, si criticano le misure per attirare in Alto Adige nuove iniziative imprenditoriali. Insomma, un Sudtirolo più protetto, e possibilmente anche più chiuso.
Ma é questa la risposta giusta alla crisi?
Io penso di no! La forza della nostra provincia è quella di conoscere e scambiare, di fare gli ambasciatori tra nord-sud ed est-ovest, di imparare dagli altri e “rivendere” il nostro know how in tutte le direzioni. Siamo piccoli, ma al centro dell’Europa e possediamo diverse culture e diverse lingue, quella italiana e quella tedesca. Da Palermo ad Amburgo.
Anche nel passato la nostra è stata una storia di scambi, di contaminazioni culturali, di territorio bi-fronte con due porte aperte a nord ed a sud.
Questo è il nostro punto di forza! Un Sudtirolo chiuso in sé stesso non avrebbe futuro.
Quindi, senza paura, appendiamo ovunque il nostro messaggio. Sudtirolo, APERTO/OFFEN!