Alberto Stenico

Le due nuove Giunte Provinciali, quella altoatesina e quella trentina, muovono i primi passi dopo le elezioni del 21 ottobre scorso. Da affrontare non ci sono solo le questioni di “politica interna” provinciale, ma anche, e non poche, questioni comuni alle due province. Questioni che, senza risolvere le quali, l’Autonomia non funziona. È già successo nel passato che le incomprensioni e i conflitti tra Bolzano e Trento abbiano messo in crisi la convivenza tra le due province con conseguenze gravi per i cittadini. Ebbene, da questo punto di vista, il 2019 non è cominciato nel migliore dei modi. E si sa quanto le divergenze, sia pure di natura politica e amministrativa, possano riaccendere la mai sopita questione etnica. Ed è per questo che esse devono essere prese seriamente in considerazione anche quando appaiono (agli uni, ma non agli altri),secondarie. In poche settimane sono arrivati segnali preoccupanti: il presidente di LABORFONDS, sudtirolese di lingua tedesca, si è dimesso a Trento dalla sua carica per divergenze con la direttrice e si intravvede in trasparenza anche la mancata sintesi tra diverse sensibilità etniche.
Altra partita chiusa (?) male è quella della sede legale della nuova società che dovrà gestire l’Autobrennero: Bolzano l’ha rivendicata, ma essa è rimasta a Trento.
Ultima, non per importanza, la formazione della nuova Giunta Regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, dove è previsto un solo rappresentante di lingua tedesca.
Tutti “piccoli” problemi. Ma nel nostro territorio plurietnico vengono filtrati dalle diverse percezioni e rischiano di diventare grandi e dannosi all’Autonomia.
La convivenza tra diversi è un’arte. Difficile e faticosa. Non possiamo sottrarci all’impegno di praticarla.
(www.albertostenico.it)

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