Alberto Stenico

L’Alto Adige non è (ancora) un posto per giovani.

Tuesday , 17, September 2013 Comments Off on L’Alto Adige non è (ancora) un posto per giovani.

In provincia di Bolzano le case costano più che in tutta Italia. È pur vero che quasi l’80% dei cittadini vive in casa di proprietà, ma chi è fuori, è fuori sul serio. E solitamente sono i giovani a non poter avre una casa a
prezzi accessibili. Un diritto elementare negato alla nuova generazione che,non disponendo di centinaia di migliaia di Euro, deve rinunciare alla sua vita indipendente. Ad occuparsi di edilizia pubblica Bolzano c’é l’IPES con un patrimonio di oltre 13.000 alloggi affittati a 200 euro al mese di media. Affittati a chi? A cittadini per lo più anziani od in età comunque matura, ma NON A GIOVANI! Le statistiche dell’IPES parlano chiaro: i contratti di affitto stipulati con giovani fino a trent’anni sono l’1,87 % del totale e fino a 40 anni, non raggiungiamo ancora il 10%!
Quindi nel momento della vita in cui una persona avrebbe diritto a “metter su casa”, pagando un affitto ragionevole, non lo puó fare. L’IPES fotografa il nostro passato, ma non il nostro futuro. URGENTE INTERVENIRE! Come? Semplicemente risarcendo la parte svantaggiata e cioè i giovani, dando loro il giusto peso sociale e riservandogli una quota significativa dei nuovi e vecchi alloggi IPES.
L’ALTO ADIGE non è, ancora, un posto per giovani. Ma lo puó e lo deve diventare!

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Torna “Mamma Provincia”?

Tuesday , 17, September 2013 Comments Off on Torna “Mamma Provincia”?

Quello della disoccupazione giovanile è un problema serio anche in provincia di Bolzano. Bene hanno fatto quindi, la Giunta provinciale e le parti sociali a confrontarsi per trovare soluzioni concrete per i nostri giovani. Ma, tra diverse interessanti misure relative al settore privato, c’è anche il ritorno di “Mamma Provincia” come possibile datore di lavoro dei giovani disoccupati. Sia pure al netto da stagione dimpromesse elettorali, si pongono al cittadino- contribuente, alcune domande, prima fra tutte: esiste realmente un fabbisogno di nuovi impiegati in Provincia? E se esiste, si è verificata la possibilità di risolvere eventuali carenze di organico tramite la mobilità interna dai settori con esubero di organico?
Il Presidente della Giunta Provinciale ha inoltre dichiarato(se non ho capito male) che, per velocizzare le assunzioni, si potrebbero evitare i concorsi pubblici e provvedere ad assunzioni dirette.
Non perdiamo la bussola! I posti di lavoro per i giovani ( e meno giovani), dovranno essere creati nell’economia reale, nell’economia privata. alla Provincia il compito di stimolare l’economia e produrre servizi ai cittadini in modo efficiente ed economico. La Provincia deve creare sviluppo per tutta la società e smettere di essere essa stessa un’agenzia occupazionale, come nei decenni scorsi.

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Da una storia di conflitti, ad una storia condivisa.

Monday , 16, September 2013 Comments Off on Da una storia di conflitti, ad una storia condivisa.

La nostra provincia è disseminata di monumenti alle contrapposizioni ed alle identità separate. Un libro aperto su storie diverse e misconosciute dagli uni e dagli altri. Un passato che continua a pesare sulla vita quotidiana in provincia di Bolzano. Un passato che non passa e torna a galla ogni qualvolta la nostra comunità provinciale deve decidere circa il suo futuro. Sappiamo bene cosa eravamo, ma non siamo in grado si decidere cosa vogliamo diventare. E adesso il tempo stringe e i problemi pongono domande urgenti e fondamentali: la recessione economica, l’Autonomia schiacciata tra Roma e Bruxelles, l’integrazione dei nuovi concittadini. Non possiamo camminare con la testa girata all’indietro. Abbiamo bisogno di costruire in provincia di Bolzano un futuro condiviso. Condiviso da molti, da cittadini di diversa lingua, cultura ed opinione politica. Il passato passa solo se cambieremo mentalità, chiuderemo il ciclo delle contrapposizioni ideologiche e saremo disposti a metterci a lavorare assieme, senza vecchi pregiudizi e preclusioni .

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Obbligo di etichetta col prezzo per tutte le proposte elettorali.

Thursday , 12, September 2013 Comments Off on Obbligo di etichetta col prezzo per tutte le proposte elettorali.

etichettaAscoltando le proposte elettorali di molti candidati, pare che l’uso dell’aritmetica sia sospeso. Due piú due non fa piú quattro. Ognuno immagina riduzioni fiscali ed aumento di prestazioni a carico di Provincia, Comuni, Inps,. La parola “debito pubblico” è stata rimossa dal vocabolario. Tutto viene dichiarato possibile, in campagna elettorale e fino al 27 ottobre. La concorrenza tra partiti e candidati rischia di esercitarsi proprio su chi fa promesse economiche e sociali piú generose per gli elettori. Solo il giorno dopo le elezioni , finita la campagna elettorale, il 28 ottobre, si riprenderà l’uso dell’aritmetica e si tornerà alla realtà dei conti.
Correttezza ed onestà verso gli elettori ci impone invece di dire da subito la verità: mettiamo tutti l’etichetta col prezzo sotto le nostre proposte. E diciamo anche chi quel prezzo dovrà pagarlo!

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L’Italia é persa da vent’anni nel bipolarismo del disprezzo reciproco. Evitiamo all’Alto Adige lo stesso destino..

Wednesday , 11, September 2013 Comments Off on L’Italia é persa da vent’anni nel bipolarismo del disprezzo reciproco. Evitiamo all’Alto Adige lo stesso destino..

Lo spettacolo di un’Italia paralizzata dalle contrapposizioni tra schieramenti non piace piú a nessuno e tantomeno agli italiani che vivono le angoscia quotidiane con problemi e domande,cui la politica non risponde. Berlusconi sí/Berlusconi no, comunisti/fascisti, Marchionne/Fiom, razzisti/buonisti, solo alcuni esempi di un bipolarismo forte nell’intolleranza reciproca, debole nei contenuti.
L’Alto Adige e la sua Autonomia non hanno bisogno della stessa cura: noi persone che viviamo qui abbiamo capito che siamo tutti sulla stessa barca e che vogliamo e dobbiamo convivere e collaborare. Tanto piú che l’Autonomia e i suoi vantaggi non sono per nulla garantiti a tutti ed a vita. Abbiamo di fronte un ciclo economico col segno meno, le competenze di Roma e di Bruxelles invadono e annullano le nostre, la globalizzazione delle merci e delle persone non si ferma a …Salorno e nemmeno a Brennero. Sfide che riguardano il futuro della nostra comunità provinciale per i prossimi decenni.
C’é bisogno quindi di far sentire tutte le voci dentro la nostra Autonomia. Una sola, quella della maggioranza, non basta. I cittadini di lingua italiana dell’Alto Adige hanno molto da dire e da fare per l’Autonomia e non devono “importare” a Bolzano i difetti della politica nazionale, ma trovare nuove forme di rappresentanza politica piú avanzata. Lo schema destra/sinistra, autonomisti doc/antiautonomisti ha impedito da vent’anni una partecipazione piena degli italiani all’Autonomia, ne ha lasciati tre su quattro fuori dalla porta. É tempo di un’Autonomia piú voci.

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