Alberto Stenico

In questi giorni si festeggiano a Bolzano i 50 anni dalla RAS. Cos’è la Ras? La società creata dalla Provincia per permettere la ricezione a livello locale dei canali TV e Radio dai Paesi di lingua tedesca – Austria, Germania, Svizzera – in forma gratuita e per tutta la popolazione fino alle case più isolate sulle nostre montagne. Un servizio di immensa portata, che ci connette coi principali canali pubblici di una parte così importante d’Europa. Se la Ras ha incrementato in modo esponenziale le possibilità di informazioni, svago, sport e approfondimenti culturali in lingua tedesca e ladina, altro grande contributo lo ha data la Rai, sede di Bolzano, con le sue trasmissioni in lingua tedesca a partire dal 1946 (poi anche in lingua ladina) e con un continuo crescendo di programmi per gli utenti TV e Radio. In lingua tedesca e ladina, i nostri servizi pubblici (RAI e RAS), garantiscono un alto livello di offerta sia per quantità, che per qualità. In questo ambito sono molti gli spazi dedicati alle tematiche locali con notiziari, dibattiti, film, politica, approfondimenti. La Ras e la Rai Südtirol hanno in questo senso una storia di successo e la minoranza tedesca e quella ladina hanno a disposizione un mezzo efficace per la cura e lo sviluppo della propria lingua e cultura e per seguire gli sviluppi della nostra Autonomia. Read More

Condividi

“Complimenti signora per il suo italiano ed il suo tedesco: come ha fatto ad arrivare ad esprimersi così bene?” Dall’accento capisco che la signora è straniera. “Ma sa, io sono già qui da molto tempo, ormai 4 anni!”. I casi come questo sono sempre più diffusi e ci fanno scoprire un punto di vista nuovo sul tema del bilinguismo praticato nella nostra provincia. Molti stranieri immigrati, impegnati nelle attività lavorative ed economiche, capiscono la situazione linguistica locale e ci si adattano rapidamente. Read More

Condividi

La regia è stata trasferita da Bolzano a Roma: a decidere sui 47 ettari dell’areale ferroviario di Bolzano sarà RFI, le ex Ferrovie dello Stato, e non più gli Enti Locali, Comune e Provincia. Davanti alla più grande azione urbanistica del dopoguerra, la città non riesce ad essere protagonista del suo futuro. Si accomoda, quasi rassicurata nella sua posizione ancillare, dietro un grande Ente statale, attendendo le sue decisioni. Una città e una provincia come qualsiasi altra nell’Italia dello stivale. Read More

Condividi

Ormai è acclarato: tra le lingue insegnate nelle scuole della provincia di Bolzano, la lingua più amata è l’inglese. Amata, imparata e considerata dagli studenti la più importante e la più utile. Nelle scuole in lingua tedesca, l’inglese scalza l’italiano, nelle scuole in lingua italiana l’inglese scalza il tedesco. La tradizionale disaffezione per l’apprendimento della seconda lingua provinciale, trova la sua ulteriore e definitiva giustificazione nel primato dell’inglese come lingua universale che apre le porte per ogni carriera o contatto interpersonale nel mondo. I giovani altoatesini parlano bene l’inglese e male l’italiano ed il tedesco. Del resto si consolida la prassi delle grandi imprese di adottare l’inglese nella comunicazione interna. Ancor più significativa è la tendenza di molti dei nuovi addetti ai servizi pubblici (sanità, trasporti, sicurezza, comunicazioni, ecc.) di proporsi all’utenza locale altoatesina prospettando la comunicazione in inglese, in carenza di conoscenza da parte loro del tedesco o dell’italiano. Si aggiungano poi le diverse nuove sperimentazioni nel mondo della scuola locale, accanto all’Università ed ai diversi istituti di ricerca. Sempre più vaste sono le deroghe alla conoscenza delle lingue provinciali, base della comunicazione e della comprensione tra le persone che vivono in questo territorio. Il grande alibi è l’inglese che sostituisce il tedesco e l’italiano, anziché aggiungersi a loro.
Esso diventa sempre più per molti la giustificazione morale per non affrontare il faticoso percorso del bilinguismo italiano/tedesco, base insostituibile per il processo di convivenza in provincia di Bolzano.
L’inglese è importante in quanto si aggiunge alle lingue locali, non in quanto le sostituisca e lo si usi per rendere obsoleto il bilinguismo.
Uffa il tedesco!, uffa l’italiano!, viva l’inglese?
(www.albertostenico.it)

Condividi

Anche il Primo Maggio, i sindacati altoatesini vivono da separati in casa. Festeggiamenti in luoghi anche simbolicamente diversi: le Confederazioni in città, a Bolzano, il Sindacato Autonomo Sudtirolese in montagna, a Fiè allo Sciliar.
Eppure di Sindacato Unitario ce ne sarebbe bisogno, eccome. Una voce unitaria e forte che parlasse a nome delle persone che, pur in tante forme differenti, vivono del proprio lavoro. Invece le voci risultano diverse, spesso in dissonanza o in concorrenza tra loro. In questo modo, il messaggio dal mondo del lavoro non acquista il peso che merita.
A rimanere uniti, i Sindacati ci hanno provato, ma è durata poco: messi assieme essi rappresentavano un soggetto importante ed autonomo della società. Forse questo punto di forza, l’autonomia, diventava anche il punto di crisi nei rapporti con il mondo della politica. Alla fine della prima guerra mondiale, ad esempio, dal 1919 si ricreò un movimento sindacale unitario interetnico attorno alla figura del meranese Silvius Flor. Ciò risultò, però incompatibile con la politica corporativa del Governo fascista dell’epoca che impedì dal 1924 lo sviluppo di questa esperienza. Read More

Condividi
WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com