Alberto Stenico

Non c’è niente di più ingiusto che trattare situazioni diverse tra loro con una stessa unica misura. Meglio sarebbe differenziare le misure in funzione delle specifichità dei singoli territori. Capita con i contratti nazionali di lavoro da tutti riconosciuti come insufficienti a rispondere ai problemi del mondo del lavoro in una provincia così speciale come quella di Bolzano. Non c’è infatti parametro socio-economico che non la differenzi profondamente dal resto d’Italia. Dai prezzi molto più alti, alla disoccupazione molto più bassa, al sistema formativo, alla necessità del bilinguismo, agli interventi sociali della Provincia: tutto contribuisce a disegnare un identikit altoatesino completamente diverso da quello delle altre regioni italiane.
Solo il contratto nazionale di lavoro è uguale per tutti, ma proprio per questo non può rispondere alle domande specifiche di un territorio come quello altoatesino. Il tavolo dei negoziali di Roma è troppo lontano e a Bolzano ne manca uno (tavolo) che abbia il potere di
decidere sulle materie più importanti. Può solo integrare quello che ha già deciso Roma con buona pace di molti problemi irrisolti nel territorio.
Abbiamo avuto il coraggio e la forza di ottenere una vantaggiosa Autonomia quasi integrale; perchè non percorrere anche la strada di una contrattaZione locale, così come locali e particolari sono i problemi che lavoratori ed imprese affrontano quotidianamente?
(www.albertostenico.it)

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I criteri per l’assegnazione delle case popolari in provincia di Bolzano sono sempre stati un tormentone politico ed etnico. E si comprende il perchè: nuovi insediamenti, nuovi alloggi pubblici, nuovi cittadini e diversi equilibri etnici. E’proporlo il tema delle case popolari il casus belli che manda a gambe all’aria il primo Statuto di Autonomia ed apre un periodo di conflitti etnici pesanti, risolti poi solo con il secondo Statuto di Autonomia. Read More

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Il premio Nobel per la Pace ad Alexis Tsipras: questa è la proposta che viene da esponenti Parlamento europeo. Per quale merito? Forse la gestione della terribile fase di crisi economica greca? No, si parla d’altro: Tsipras meriterebbe il Premio Nobel per via di un..nome, quello della Macedonia. Si, solo per un nome. Da trent’anni infatti la Grecia si oppone alla scelta della regione sua confinante (ex Jugoslavia), di assumere il nome di Repubblica di Macedonia, lo stesso della storica regione greca. Nella discussione si è tirato in ballo addirittura Alessandro Magno, “il Macedone”.. Il capolavoro di Alex Tsipras e del suo omologo confinante Zoran Zaev, degni per questo di un Premio Nobel, è stato quello di trovare dopo trent’anni un compromesso sul nome della nuova repubblica, Macedonia del Nord. Le controversie sui nomi sono infatti anche controversie per i poteri. Si dice “è solo un problema nominalistico”, ma invece i nomi evocano anche sentimenti di predominio. Ne sappiamo qualcosa nel nostro territorio, dove alla fine della prima guerra mondiale, venne cancellata e proibita la precedente denominazione di Tirolo (Süd Tirol), sostituita con Alto Adige. Per arrivare alla introduzione ufficiale del termine bilingue “Alto Adige/Südtirol”, espressione della compresenza di diversi gruppi linguistici, bisognerà aspettare la riforma costituzionale del 2001, quasi ottant’anni.
I nomi sono potere ed hanno una straordinaria importanza simbolica per le popolazioni e per gli Stati. Alex Tsipras e Zoran Zaev lo hanno capito bene ed saputo trovare una soluzione concordata.
Bravi!
(www.albertostenico.it)

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Da quando, nel 1972, la Provincia Autonoma di Bolzano ha acquisito dallo Stato le competenze primarie nel campo dell’assistenza, si è fatta molta strada e nella direzione giusta. Passo, passo è stato costruito un sistema sociale e assistenziale “su misura” per la società altoatesina. Chi ci vive e ci è abituato forse non se ne accorge, ma basta un trasferimento in altre realtà, a livello nazionale e non, per valutare meglio quello che di buono con l’Autonomia ci siamo conquistati. Read More

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La notizia della morte di Armin Loacker, titolare della omonima azienda altoatesina, ha destato sincera commozione, ma anche rinnovato interesse per la storia di questa azienda familiare ed intergenerazionale di grande successo internazionale. Un’impresa con profonde radici sudtirolesi, ma presente coi suoi prodotti in oltre 100 Paesi del mondo. Read More

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